Egeria: quante storie dentro un bicchier d'acqua
In una delle tante trattorie o magari seduti alla propria tavola, a Roma a chi non è capitato di bere un bicchiere di acqua Egeria? Imbottigliata nel cuore del Parco dell’Appia Antica nella zona della valle della Caffarella è forse l’acqua romana più conosciuta, ma vi siete mai chiesti il perché del suo nome?
Nel dopoguerra l’azienda che si occupava dell’imbottigliamento, con un’operazione di marketing degna dei nostri tempi, decise di cambiare il nome sulle bottiglie prendendo ispirazione dal vicino ninfeo detto di Egeria.
Il nome storico in realtà è quello di “Acqua Santa di Roma” e si guadagnò questo appellativo quando nel ‘600 “pare” che fece passare una dolorosa calcolosi niente meno che a papa Alessandro VII. Il Pontefice per celebrare l’avvenimento fece porre una stele nelle vicinanze della fonte per lodarne le qualità terapeutiche.
La stele è andata perduta, ma ancora nell’Ottocento e ad inizio Novecento per molti romani i carri che venivano a portare l’acqua in città erano chiamati gli acquasantari.
Egeria era una delle quattro Camene, ninfe di sorgente dal retaggio molto antico alle quali venivano attribuite facoltà divinatorie e ispiratrici. La nostra ninfa si legò indissolubilmente alla storia di Roma quando divenne consigliera, amante e infine moglie di Numa Pompilio, ispirandolo nella stesura di importanti leggi e riforme.
I loro incontri segreti sono ricordati anche nello spettacolo di Gigi Proietti “I 7 Re di Roma” che a breve ripercorreremo in pillole in una nostra visita.
La leggenda narra che tanta fu la disperazione alla morte del saggio Re, che la Dea Diana decise di sciogliere la ninfa nelle sue lacrime trasformandola in una fonte, proprio lì nel bosco dove i due amanti erano soliti incontrarsi.
Il luogo in questione era il bosco delle Camene, poco fuori Porta Capena, come ci ricorda anche Tito Livio.
Quando tra ‘600 e ‘700 i primi studiosi cominciarono ad interessarsi al ritrovamento degli edifici di Roma antica andarono alla ricerca anche della leggendaria fonte Egeria. Sapevano che la fonte doveva trovarsi lungo il primo miglio della porta sulla via Appia, ma all’epoca le mura serviane non erano ancora conosciute e quindi perlustrarono la zona fuori Porta San Sebastiano che però si trova lungo le mura Aureliane.
Nella valle della Caffarella trovarono quindi i resti di un ninfeo che i romani dell’epoca utilizzavano come luogo di ritrovo per i banchetti nei giorni di festa e conclusero erroneamente che doveva essere proprio quello dedicato ad Egeria.
La fontana in realtà era probabilmente dedicata al Dio Almone e faceva parte del Pago Triopio, la grandiosa tenuta che Erode Attico dedicò alla moglie Anna Regilla morta in circostanze misteriose. Questa però, è un’altra storia, che approfondiremo alla prossima visita alla splendida valle della Caffarella.
Lodovico Tommasi
Info pratiche e luoghi da visitare
Fonte dell’Acquasanta – Stabilimento Egeria: via dell’Almone 111 – Orari di apertura: lun-sab 8:00-18:00, dom 8:00-13.00
Ninfeo di Egeria: Valle della Caffarella
Cenotafio di Anna Regilla, Valle della Caffarella – Temporaneamente chiuso al pubblico
